Sergio Gardoni - Collezionista PMW

Movimento:  Eco-Drive Calibro:  E168 Complicazioni:  data
Diametro cassa:  44,00mm Spessore cassa:  11,50mm Diametro vetro:  31,50mm Larghezza tra anse:  20mm
Da ansa ad ansa:  48,80mm Impermeabile:  200m Peso:  72g Prezzo pagato:  169,00€ - Chrono24

 

20/4/20

Continuando a fare acquisti in posti diversi dalla Cina, dopo l'orgia Orient (tre pezzi) questa volta la mia attenzione è stata attirata da un bel diver Citizen, il BN0151. Non sono un fan di Citizen, tra i giapponesi lo colloco al terzo posto, prima di Casio e dopo Seiko, con Orient ovviamente al primo posto. Non so perché non riesco a stabilire un feeling con Citizen, forse perché la sua produzione si è spostata quasi completamente su gli Eco Drive mentre io, pur apprezzando i quarzi specie nella versione solar, sono attratto "sentimentalmente" dai meccanici o più probabilmente perché i suoi modelli, in particolare i diver, sono molto seriosi, quasi tutti neri con qualche concessione al blu scuro e solo raramente delle ghiere colorate, quando io invece sono amante delle soluzioni cromatiche diverse anche vivaci. Ciò nulla toglie al fatto che i prodotti di Citizen sono qualitativamente ottimi al pari di quelli delle altre case giapponesi.

La prima volta che ho posato gli occhi sul BN0150 l'ho lasciato perdere perché assomigliava troppo al NY0040, un classico Citizen che io non sono mai riuscito a farmi piacere. Poi sono capitato su un thread dedicato al 151 sul forum WUS che me lo ha fatto vedere con altri occhi. Effettivamente ci sono alcune chiare somiglianze, eppure siamo di fronte a due pezzi ben distinti. La parte che più li accomuna è sicuramente la ghiera: la dentellatura parziale alternata a parti lisce  e l'inserto che occupa poco più   della metà della superficie superiore sono frutto di un design comune. Altri particolari che li fanno appartenere alla stessa famiglia sono gli indici delle ore cardinali dalla forma bizzarra e le lancette corte e tozze. Inoltre, non è il caso del full lume, ma le altre versioni del NY0040 hanno gli indici riportati col bordo inox come sul BN0151. A ben guardare però ci sono anche delle notevoli differenze: le dimensioni del nuovo modello, uscito nel 2015, (ricordo che il NY0040 è del 1997) sono più importanti conferendo una maggior presenza al polso, la forma della cassa è completamente differente, al posto delle forme sinuose del più vecchio, chiaramente ispirate alla slim case dello SKX, sul nuovo troviamo una forma cilindrica che si raccorda in maniera perfetta con la ghiera, mentre le anse e le spallette di protezione sono più spigolose. Anche il livello di finitura è migliorato con l'inserto ghiera lucido e la cassa in acciaio completamente spazzolata tranne che per l'interno delle scanalature della ghiera, per la corona finalmente con il logo Promaster e per una piccola parte esterna del fondello che sono lucidati. Un'altra differenza importante, anche se non visibile, è ovviamente il movimento: invece del vecchio, ma collaudato, automatico 8203 qui troviamo un più moderno Eco-Drive E168 che a livello estetico comporta il posizionamento della finestrella della sola data a ore 4 con testo nero su sfondo bianco molto più leggibile del grigio su grigio dell'antenato.

La confezione. Ho ordinato l'orologio su Chrono24 da un venditore di Amburgo. È arrivato dentro uno scatolone secondo come dimensioni solo al baule del Rolex.

All'interno con grande piacere ho trovato, oltre alla fattura, la famosa bombola gialla col logo Promaster. Il NY0040 comprato da Creation Watches era invece arrivato in una misera scatoletta di cartone. Anche se di solito non ho un grande interesse per le confezioni devo ammettere che questa è veramente bella nella sua originalità. L'unico problema è che, siccome conservo tutte le confezioni degli orologi in mio possesso, ho esaurito lo spazio nell'armadio e non so più dove metterle. Troveremo una soluzione.

All'interno della bombola  ho trovato l'orologio avvolto su un cuscinetto di gommapiuma nera corredato da etichetta, manuale d'istruzioni in diverse lingue tra cui l'italiano e una scheda garanzia debitamente compilata.

Cominciamo dal quadrante. Il colore dello sfondo è un blu-grigio opaco che in condizioni di scarsa illuminazione può sembrare nero.

Sul rehaut inclinato troviamo la scala dei minuti stampata in grigio chiaro con barrette più corpose ogni 5.

Gli indici delle ore sono riportati con bordo inox e riempiti di vernice luminescente. La forma di quelli cardinali, come spesso succede con i diver Citizen, è piuttosto bislacca, pentagonale rastremata verso il centro.  Quello più grosso a ore 12 ha anche un'incisione nella parte alta. Nel già citato thread su WUS dedicato al BN0151 i frequentatori si sono messi d'accordo nel trovargli come soprannome Prime, riallacciandosi a quell'Optimus Prime che dovrebbe essere un personaggio dei Transformers. Boh, sempre meglio che le mutande ostentate sempre a ore 12 sul NY0040. Gli altri indici sono dei normali bicchierini con quello ad ore 4 tagliato a metà dalla finestrella, bordata in bianco, della data abbastanza leggibile in nero su sfondo bianco. Come per tutti i solar il piano della data è parecchio infossato rispetto a quello del quadrante.

Le lancette sono tozze e troppo corte. Quella delle ore ha il bordo nero, mentre quella dei minuti ha il bordo arancione ed una zona grigia intorno all'attacco, entrambe hanno un'abbondante area ricoperta di vernice luminescente. La sottile lancetta dei secondi è tutta bianca con una freccia verso la punta con vernice luminescente. La leggibilità dell'ora è abbastanza buona.

Come testo abbiamo il marchio CITIZEN a ore 12 e a ore 6 due righe di cui la prima specifica che il movimento è un solar (Eco-Drive nella terminologia Citizen), mentre la seconda dichiara oltre al valore di impermeabilità di 200m che l'orologio è conforme alle norme ISO 6425. Sotto l'indice ad ore 6 un testo microscopico dichiara il movimento impiegato e la sua origine giapponese oltre a riportare un codice interno. Tutto il testo è stampato in un grigio molto chiaro. Mi sarei aspettato di trovare da qualche parte il classico logo Promaster, ma sul quadrante non ve n'é traccia; lo ritroveremo da un'altra parte, sulla corona.

La ghiera è molto ampia e l'inserto occupa solamente due terzi circa della superficie superiore. La parte superiore esterna è inclinata verso il basso raccordandosi alla parte laterale verticale che va poi ad allinearsi perfettamente con la carrure. Lateralmente ci sono sei zone con cinque scanalature ciascuna, alternate con altrettante zone lisce, che rendono agevole la rotazione unidirezionale che avviene in 60 passi per un intero giro con scatti precisi e nessun gioco.

L'inserto in alluminio lucido di un blu sempre scuro, ma più brillante rispetto al quadrante, riporta in stampa color argento dei numeri arabi ai multipli di 10, dei bastoni ai 5 intermedi e dei punti per tutti i minuti. A minuti 60 c'è un trapezio rovesciato con incassata la perlina luminescente, soluzione preferibile alla perlina sporgente che può facilmente essere asportata anche con un urto lieve.

Tutti gli allineamenti sono perfetti denotando un buon lavoro del Controllo Qualità della casa. L'indice a minuti 60 sull'inserto è perfettamente in linea sia con la scala dei minuti interna che con l'area liscia tra quelle scanalate all'esterno. Perfino la lancetta dei secondi sembra allineata con la relativa scala, dico sembra perché data la scarsa lunghezza qualche piccolo disallineamento non è avvertibile ad occhio nudo.

La carrure ha un forma perfettamente cilindrica ben raccordata con la ghiera superiore. Tutta spazzolata ha anse piuttosto corpose che costringono a usare un cinturino da 20mm forse un po' sproporzionato per il diametro della cassa. Due spallette non troppo ingombranti proteggono una corona a vite lucidata di dimensioni appropriate su cui compare il logo scomparso dal quadrante.

L'orologio sembra avere uno spessore molto maggiore di quello reale a causa del fondello quasi piatto che mette in risalto l'altezza di carrure e ghiera.

Il fondello a vite non presenta niente di speciale. Riporta delle incisioni laser con varie informazioni tra cui il Serial Number.

E veniamo al cinturino, la parte più criticabile dell'insieme. È un pezzo di plastica abbastanza rigido (qualcuno lo fa bollire per addomesticarlo un po') stranamente con una fibbia impersonale senza marchio o logo. Questi strumenti di tortura venivano indossati nella seconda metà del secolo scorso sopra la muta per le immersioni subacquee professionali. Oggi forse l'uno per cento dei diver viene usato per immersioni serie e sempre come backup di un computer subacqueo. Quasi tutti i diver odierni vengono indossati in occasioni casual/sportive, ma con un cinturino/bracciale adatto non disdegnano l'abbinamento con giacca e cravatta. E allora perché la maggioranza dei diver viene tutt'ora venduta con questo accessorio da palombaro invece che col suo bel bracciale in acciaio con finali curvi? Perché, è vero gli si può abbinare senza problemi un Nato o un cinturino in pelle, ma la morte sua, almeno per me, è il bracciale, e sappiamo quanto sia difficile trovare un bracciale compatibile che si adatti al nostro orologio.

Nel caso in questione esistono due varianti di colore del quadrante, quello nero può essere acquistato, anche se non è facile trovarlo, anche con il bracciale in acciaio, mentre quello blu, che io preferisco, è in vendita solo con quello in plastica. Proprio volendo si può ordinare alla Citizen il bracciale da solo, ma bisogna aspettare parecchi mesi e il prezzo richiesto è pari a due terzi di quello dell'orologio col cinturino in plastica, moooolto più caro degli ottimi bracciali per esempio di Strapcode, che purtroppo, almeno per il momento non ha disponibile uno specifico per il BN0151.

Al polso, col suo cinturino di plastica, non è proprio scomodissimo, comunque non ha importanza, perché dopo le foto di prammatica il cinturino finirà velocemente nella scatola apposita per non ricomparire mai più.

L'aspetto interessante invece è che sul polso non sembra così grande come il diametro della cassa e l'altezza da ansa ad ansa potrebbero suggerire. La cosa si spiega col fatto che il diametro esterno dell'inserto ghiera, quello che determina il maggior impatto visivo, è di soli 38mm circa. Anche lo spessore relativamente modesto contribuisce a questo effetto.

Il Mako XL qui sotto ha un diametro della cassa maggiore di solo un mezzo millimetro, eppure, soprattutto al polso, sembra molto più grande.

Vediamo un po' come sta con dei bracciali in acciaio, per il momento tutti con finali dritti. Cominciamo con un Engineer.

Niente male. Ora proviamo questo Oyster rastremato da 22mm cui ho ridotto i finali limandoli a 20mm e ampliando con il Dremel la fessura posteriore altrimenti non avrei potuto togliere le ansette una volta installato. L'effetto di raccordo desiderato tra cassa e bracciale non è però raggiunto. Forse dovrei provare con un 24mm, ma mi sa che lascerò perdere questa soluzione.

Per un diver niente di meglio che uno Shark mesh. Mi sembra migliore rispetto alla soluzione precedente.

E infine con un Hexad non rastremato, forse quello che mi piace di più .

Ed ora proviamo con un po' di Nato. Cominciamo con questo in pelle blu notte.

Proseguiamo con questo azzurro chiaro piuttosto spesso in tessuto tipo cinture di sicurezza.

Con uno azzurro più scuro.

E ora con un blu navy.

Con un nerazzurro, senza alcun riferimento calcistico.

E per finire un blu arancione.

Non poteva mancare uno in stile Marine Nationale.

E per finire un perlon blu scuro.

Passiamo alla pelle con questo artigianale marrone traforato con cuciture bianche,

Questo in pelle blu liscia con cuciture bianche gli conferisce un'aria a metà tra elegante e sportivo.

Anche questo scamosciato beige con cuciture in tinta gli dona un aspetto più civilizzato.

Altro tentativo con un cinturino liscio marrone e cuciture in contrasto.

Marrone e blu formano un piacevole contrasto. Pelle di bufalo con cuciture in tinta.

Volendo ricordare qual'è il suo ambiente naturale, senza ricorrere al suo scadente cinturino in plastica originale, provo con questo oysterflex-like. Purtroppo la forte rastrematura unita alla larghezza alla cassa di soli 20mm lo rende decisamente sbilanciato. Anche la notevole propensione ad attirare i pelucchi non lo fanno una soluzione ideale.

Se vogliamo mantenergli la connotazione marina, allora consiglio questo isofrane-style. L'abbinamento cromatico è perfetto, il materiale, pur essendo a base di silicone, non è quel dust magnet che si trova nelle soluzioni più economiche, e soprattutto è molto più confortevole del plasticone originale, sia per la morbidezza che per le ampie aperture che favoriscono la traspirazione.

Sempre nella scatola dei cinturini ho trovato questo bracciale President a finali curvi che non ricordo né quando né perché l'ho preso e con mia grande sorpresa si è sistemato sul 151 senza fare nessuna obiezione.

Ho letto sul forum Watchuseek che uno era riuscito ad adattare un bracciale per l'SKX007 a finali cavi al BN0151 e ho voluto provare anch'io. Con molta pazienza ho limato i finali per ridurli a 20mm e poi lavorando di pinze ho aggiustato l'angolo dei finali fino ad ottenere un risultato accettabile.

 
 

28/7/20

Non completamente soddisfatto da alcuna delle precedenti soluzioni di bracciale ho preso su Ebay questo Oyster dichiarato specifico per il BN0150 ed effettivamente si è adattato senza problemi. I finali sono cavi, ma la chiusura con tre fori di microregolazione è piena. Di tutte le versioni provate questa mi sembra la migliore.

La luminescenza è di buon livello, più o meno equiparabile a quella dello 009. Il colore è di un piacevole azzurro, ma stranamente la perlina sulla ghiera è verde.

Conclusioni

Questo è il mio terzo Citizen dopo un NY0040 full lume che non mi ha mai entusiasmato e un Nighthawk, bello, ma con un GMT macchinoso da impostare. Questo BN0151 invece mi ha fatto ricredere su Citizen perché lo trovo molto bello, ben rifinito, e funzionale. L'unico trascurabile difetto (a parte il cinturino che è un problema facilmente risolvibile) che gli ho trovato sono le lancette troppo piccole, ma si sa, la perfezione non è di questo mondo.  Per il resto apprezzo tutto, le dimensioni, la finitura e quei particolari come indici e lancette  che lo identificano senza ombra di dubbio come un Citizen.

La finitura spazzolata della cassa è ottima, il quadrante con gli indici bordati inox scintilla al sole, mentre la luminescenza al buio è di buon livello.

Tutte le operazioni sono piacevoli: la corona si avvita senza il minimo problema, la ghiera unidirezionale ruota con la giusta durezza e senza il minimo gioco.

Gli allineamenti sono tutti precisi, sia della ghiera che della lancetta dei secondi, cosa quest'ultima abbastanza rara, almeno in questa fascia di prezzo.

La leggibilità è buona, ma potrebbe essere migliore con lancette un po' più lunghe.

È un orologio abbastanza versatile, sta bene con diversi tipi di bracciali e cinturini, cosa che gli permette di adattarsi ad ambienti di vario tipo, dalla spiaggia all'ufficio, con la sola esclusione di quelli formali.

Pro e contro

PRO
Aspetto molto personale
Ottima finitura
Rispondenza a norme ISO 6425
Elevata luminescenza
Buona leggibilità
Preciso movimento a carica solare

CONTRO
Tutte le lancette sono un po' troppo corte