Sergio Gardoni - Collezionista PMW

Movimento:  Automatico Calibro:  NH35A Complicazioni:  Data
Diametro cassa:  44,00mm Spessore cassa:  17,20mm Diametro vetro:  31,00mm Larghezza tra anse:  20mm
Da ansa ad ansa:  50,70mm Impermeabile:  300m Peso:  116g Prezzo pagato:  144,00€ - Aliexpress

 

5/1/21

Finalmente è arrivato questo Marinemaster 300 di Steeldive. Questa volta l'ho ordinato su Alexpress invece che direttamente da Qiin su Alibaba per due motivi: primo perché su Alibaba non era quasi mai disponibile la versione col bracciale in acciaio, secondo perché con coupon vari avevo raggiunto un prezzo più basso di quello su Alibaba. Inizialmente avevo ordinato la versione blu, ma dopo qualche giorno il venditore mi comunicava che non era più disponibile e mi proponeva la scelta tra il nero o il rimborso. A questo punto ho optato per la versione nera, molto classica, per non aspettare ancora a lungo un orologio che avevo nel mirino già da molto.

Purtroppo il valore di 30$ dichiarato dal venditore sul pacchetto  ha generato un sovrapprezzo di 13€ per IVA e spese doganali allineando il prezzo con quello di Alibaba mentre la spedizione con Post NL ha comportato un tempo di consegna di quasi 50 giorni contro i 20 giorni impiegati mediamente per la consegna con 5P utilizzata da Alibaba. Pazienza.

L'orologio comunque è davvero notevole: piuttosto massiccio e pesante come si addice ad un 300m, è una copia davvero ben realizzata di quello che probabilmente è, assieme al Tuna, il diver più riuscito e universalmente riconosciuto di casa Seiko, il Marinemaster 300.

Un po' di storia. L'antenato è il 6215-7000 del 1967 destinato agli impieghi professionali mentre il coevo 62MAS era indirizzato agli usi amatoriali. In particolare Seiko con questo prodotto pensava agli operatori che lavoravano in ambienti saturati di elio. Questo gas purtroppo riesce a penetrare all'interno degli orologi impermeabili (all'acqua) e nella fase di risalita con la diminuzione della pressione esterna tende a far scoppiare il vetro dell'orologio. Gli svizzeri avevano trovato una soluzione di compromesso a questo problema inserendo una valvola che si apriva con la diminuzione della pressione lasciando fuoriuscire l'elio senza effetti dannosi. Seiko voleva risolvere il problema alla base e ci riuscì progettando una cassa monoblocco (senza fondello rimovibile) e delle guarnizioni dal profilo particolare che impedivano l'ingresso dell'elio.

Con questo modello fa la sua apparizione una peculiarità che caratterizzerà fino ai giorni nostri praticamente tutti i diver di casa Seiko: la corona a ore 4.

Dopo un anno il 6215 venne sostituito dal 6159-7000, esternamente identico mentre all'interno montava un movimento hi-beat a 36.000 Ah. Questo orologio rimase in produzione per cinque anni fino a quando fu sostituito da un segnatempo esteticamente molto diverso il 6159-7010, il capostipite dei Tuna.

Per molti anni la gamma dei diver professionali fu riservata alle decine di varianti, molte anche LE, del Tuna, fino al 2000, anno in cui fece la comparsa l'SBDX001, una moderna riedizione del 6159-7000 con estetica simile e stessa struttura monoblocco e dove compare per la prima volta la scritta MARINEMASTER su questa tipologia d'orologio. In realtà la prima volta in assoluto questa scritta, su due righe, era apparsa su un modello molto raro, il cronografo SBCN005 Marinemaster Transocean, due anni prima. Nel 2015 questa versione fu sostituita dall'SBDX017 con alcuni miglioramenti specie interni. Infine arriviamo al modello attuale l'SBDX023/SLA021 con varie migliorie tra cui finalmente l'inserto ghiera in ceramica che comporta la sparizione della perlina luminescente sostituita dall'intero triangolo rovesciato, riconoscibile per la sostituzione del testo Marinemaster con il logo Prospex. Ed è proprio a questa versione che si ispira il mio Steeldive SD1968.

E ora passiamo al confronto con l'ultima uscita della serie: l'SLA021.

La forma della cassa è quella, a occhio non appaiono differenze sostanziali. Anche il quadrante sembra piuttosto fedele. La lancetta dei secondi è inox lucidata mentre nell'originale è dorata. La differenza più evidente è sull'inserto ghiera dove i numeri arabi dello Steeldive sono più grandi. Il bracciale presenta uno schema simile, ma quello dell'originale è più rastremato.

L'orologio è arrivato con la solita robusta scatola in plastica nera con interno in gomma piuma  accompagnato da un'etichetta in cartoncino e da una scheda garanzia non compilata. Data la dotazione di un bracciale in acciaio all'esterno era presente come omaggio una spernatrice. L'assenza di imbottitura sul lato destro del coperchio non è di serie, ma è dovuta ad un intervento del mio gatto Spritz.

Il quadrante nero opaco riporta sulla parte bassa del rehaut la scala dei minuti con barrette stampate in bianco rinforzate ogni 5. Gli indici delle ore sono bordati inox lucidi, rettangolari a ore 6 e 9, con un doppio trapezio rettangolare simmetrico a ore 12 e a bicchierini per tutte le altre posizioni eccetto a ore 3 dove l'indice è sostituito dalla finestrella bordata in bianco della data in nero su sfondo bianco.

La lancetta delle ore a matita e quella rastremata dei minuti sono bordate inox spazzolato con un'ampia zona ricoperta di efficace vernice luminescente mentre quella dei secondi è lucida con l'estremità a semaforo luminescente.

 A ore 12 troviamo il logo Steeldive seguito dal relativo marchio. Mentre a ore 6 le quattro righe della prima edizione sono sostituite da tre sole righe. Al posto di MARINEMASTER ora abbiamo ARMYENGINEER (nome che identifica la linea diver di Qiin),  segue una riga con AUTOMATIC,  la terza riga con PROFESSIONAL è stata eliminata mentre rimane l'ultima riga con il valore del'impermeabilità. Logo e testi sono tutti stampati in bianco.

Piuttosto ampio l'inserto ghiera in ceramica nera lucida con gli indici incisi in bianco, ma con una bella luminescenza azzurra al buio, con numeri arabi ogni 10, con barrette intermedie ai 5 e con punti per il resto. A minuti 60 al posto della classica perlina riportata troviamo un triangolo equilatero ribaltato.

La ghiera ha il bordo dentellato che favorisce un'ottima presa per la rotazione che avviene in 240 scatti che richiedono una giusta forza per evitare di essere attivata inavvertitamente. L'elevato numero di scatti evita che ci siano disallineamenti tra ghiera e quadrante.

Infine a coprire il tutto un bel vetro zaffiro leggermente bombato un po' sporgente rispetto alla ghiera.

Lo spessore è notevole dovuto in gran parte alla carrure. Per alleggerire un po' l'effetto questa è divisa in tre piani: quello inferiore e quello superiore sono entrambi lucidati e inclinati verso l'interno. Sono divisi da un piano verticale di ridotte dimensioni spazzolato.

Le anse sono forate per favorire il cambio di cinturini.

L'ampia corona scanalata a vite riporta il logo Steeldive e non ha spallette di protezione facilitando l'operatività.

Il fondello, o meglio la parte inferiore della cassa, dato che di tratta di un monoblocco, è lucidata nella parte esterna mentre la parte centrale rialzata è spazzolata e riporta, oltre alle solite dichiarazioni di rito, un logo che non è il solito Steeldive.

Il bracciale ha una chiusura con dispositivo di sicurezza e tre fori per la microregolazione, è stampata, funziona bene, ma da quell'impressione di miseria che ho voluto subito cancellare sostituendola con una piena.

Lo spessore è ridotto considerando l'altezza della testa, ma dalle foto ho l'impressione che nell'originale lo spessore non sia più elevato. La struttura è quella dell'Oyster, ma il settore centrale ha i bordi lucidati. La finitura è ottima con i bordi non taglienti ed un trattamento più satinato che spazzolato. La regolazione della lunghezza avviene tramite perni a pressione.

Criticabili sono i finali che sono sì pieni, ma di una forma che non segue l'andamento delle anse e rimane scostata dalla carrure. Qualcosa di simile è presente anche sull'originale, ma qui l'area della cassa lasciata scoperta è maggiore.

Al polso è una piacevole sorpresa. Il peso, 205g dopo aver tolto una maglia e sostituito la chiusura stampata con una piena, ovviamente si fa sentire, ma nonostante i suoi 44mm di diametro non sembra affatto grande. L'altezza è notevole, ma è quella che ci si aspetta da un diver da 300m.

Volevo vederlo con un Nato, ma l'altezza raggiunta dall'insieme era decisamente scoraggiante per cui non ho neanche provato a fare delle foto e ho preferito ripiegare su un waffle nero che meglio si adatta alle caratteristiche dell'orologio.

La luminescenza per la prima volta per uno Steeldive è inferiore a quella  dello 009 di riferimento. Devo dire però che dopo qualche minuto il livello luminoso diventa praticamente uguale per i due.

Conclusioni

Che dire? Considerando il prezzo c'è veramente da stupirsi, anche se Steeldive ormai ci ha abituati a questi risultati.

L'acciaio 316L è ben lavorato sia nelle zone lucidate che in quelle spazzolate. Certo, la lucidatura non sarà all'altezza di quella Zaratsu dell'originale, ma non avendo sottomano quest'ultimo non sono in grado di giudicare quanto sia avvertibile la differenza.

Il vetro zaffiro con trattamento antiriflesso ha un'elegante bombatura. L'inserto ghiera in ceramica lucida ha tutti gli indici luminescenti.

Elevato, per il prezzo, il livello di finitura.

Ottima l'impermeabilità dichiarata.

La luminescenza, presente anche su tutta la ghiera, è più che accettabile anche se leggermente inferiore agli altri Steeldive in mio possesso..

Eccellente la leggibilità grazie al contrasto tra lancette e sfondo del quadrante.

Nessun problema con la corona sia nell'operatività normale che nello svitamento/avvitamento. Lo stesso vale per la ghiera che richiede la giusta forza per essere ruotata.

Anche per gli allineamenti, spesso critici in orologi ben più costosi, non ci sono problemi.

Infine il movimento, il solito SII NH35A; è vero lo abbiamo visto un milione di volte, ma rimane una garanzia per quanto riguarda affidabilità e intervalli tra revisioni.

A fronte di tante caratteristiche positive è un vero peccato che il bracciale non sia all'altezza del resto. Pazienza per la chiusura, immediatamente sostituita, ma i finali seppur pieni, ma ballerini e che non si raccordano con le anse, rovinano un po' l'effetto generale. È su questi particolari che marchi come San Martin hanno la meglio.

Comunque se lo confrontiamo con lo SLA021 che costa più di 20 volte tanto...

Pro e contro

PRO
Ottima finitura e materiali
Vetro zaffiro e inserto ghiera in ceramica
Eccezionale impermeabilità
Eccellente leggibilità
Affidabilità meccanica
Luminescenza discreta anche sulla ghiera

CONTRO
Finali del bracciale non ben raccordati con la cassa e ballerini